Sito ufficiale dell'Inchiesta diocesana per la Beatificazione di Padre Giuseppe Marrazzo (1917-1992)

A cura della Postulazione Generale dei Rogazionisti di Roma - e-mail: postulazione@rcj.org

Vice-Postulazione Padre Marrazzo - Casa Madre dei Rogazionisti - Messina

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Sono il “taxista delle anime”

Sono il “taxista delle anime”

In questa battuta padre Marrazzo riassume il suo sacerdozio.

 

 

L'8 luglio 1982, trovandosi a Carovigno (Br), sua città adottiva, p. Giuseppe affida al diario le sue riflessioni consentendoci di entrare nel segreto del suo cuore. «Mi sento come un taxi che deve portare le anime a Gesù. Sono il taxista delle anime. Senza di esse sarebbe inutile la mia vita». Don Peppino concepisce la vita sacerdotale come servizio, si considera mediatore tra Dio e gli uomini, sempre impegnato nel portare gratuitamente i fratelli a Padre e il Padre ai fratelli.

In servizio sempre e dovunque

 

Il tassista si reca prontamente ovunque è chiamato. Per p. Giuseppe, come per il tassista, non esistono luoghi preclusi al suo lavoro. Non esiste differenza tra ricchi e poveri, uomini e donne, ammalati e sani, giorno e notte, centro e periferia. Il taxista/Marrazzo è sempre a servizio di tutti indistintamente. Egli ha mille punti di partenza: il confessionale, il treno, la famiglia, il traghetto, la casa di riposo, ma una sola meta: Gesù. Con un pizzico di orgoglio dice al Signore: «Tu vedi che sono sempre pronto ad accogliere le tue anime. Tutti i giorni sono impegnato nel Santuario per le confessioni, sempre disponibile per chi ha bisogno di me. Vado incontro agli ammalati, racimolando tempo per dedicarlo ai fratelli sofferenti». Disponibile 24 ore su 24, anche di notte, quando gli altri reclamano il giusto riposo. Ogni sera si congedava dal confratello sacrista con queste parole: «Se qualcuno mi cerca rispondi che il padre sta riposando. Se mi cerca qualche ammalato chiamami immediatamente». Sul suo diario frequentemente leggiamo: «Ore 0,30, rientro dall'ospedale». «Ore 1,30 sono stato all'ospedale ed ho amministrato l'unzione degli infermi».

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L’uomo della misericordia

Profilo spirituale di padre Giuseppe Marrazzo

di Mons. Michele Giacoppo*

Natoil3Maggio1917, ma dichiarato al Comune di S. Vito dei Normanni (BR) il 5 Maggio, da Francesco e da Concetta Puglisi. Visse gli anni dell’infanzia con la sua famiglia: si viveva del lavoro dei campi. Una vita umile e semplice, intessuta di relazioni familiari serene e a contatto con la natura, ma anche con sani principi che segnavano la sua crescita umana e spirituale. Ricordava lui stesso che mentre era nei campi teneva il catechismo aperto, appoggiandolo su una pietra, e quando poteva andava in chiesa per sostare davanti al Tabernacolo, verso cui sentiva una particolare attrazione. Amava il Signore. In questo lo aiutava anche la contemplazione della natura. Tre amori, il Signore, la natura e la famiglia, forgiano il suo carattere semplice e forte, umile e contemplativo. Frequenta la scuola elementare del suo paese e a undici anni –il 3 Giugno 1928 – riceve la Cresima. All’età di13 anni entra nella scuola apostolica in Oria (Br), dove matura la sua scelta; da qui passa a Trani (1935-1939). Sempre a Trani emette la prima professione religiosa. Era molto felice della sua vocazione; infatti da sacerdote soleva dire: «bisogna essere convinti della chiamata del Signore». Si distingueva per pietà, correttezza e disciplina. Sentiva un forte attaccamento a sant’Annibale, suo fondatore, e alla Congregazione dei Rogazionisti, vivendo con convinzione il carisma del Rogate. A Messina completa gli studi di teologia e il 9 Maggio 1943 viene consacrato sacerdote nella Chiesa Madre di S. Sebastiano in Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Per la sua devozione a Maria, celebra la prima messa a S. Lucia del Mela (Me) nel santuario della Madonna della Neve. Inizia il suo ministero pastorale al santuario di S. Antonio in Messina come responsabile della propaganda antoniana e successivamente, con lo stesso incarico, a Trani; quindi di nuovo a Messina. Tra il 1956-1957è a Padova come P. Spirituale e promotore vocazionale. Quindi è trasferito a Messina come rettore del Santuario di S. Antonio, animatore delle figlie di Maria e delle zelatrici del Rogate, ma la sua principale attività è nel confessionale. Dal 1972 al 1974 è trasferito a Zagarolo(Roma) come vicedirettore del noviziato rogazionista e parroco della chiesetta della Madonna della Fiducia. Esperienza vissuta con profonda sofferenza interiore, ma con grande spirito pastorale. Ritornato come rettore nel “suo” Santuario di S. Antonio, diviene il punto di riferimento come confessore e P. Spirituale di tantissimi fedeli fino alla sua morte, avvenuta nelle notte del 30 novembre 1992.

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La preghiera non si deve mai lasciare

Sfogliando il diario di don Peppino (nome con cui familiarmente era chiamato padre Giuseppe) leggiamo che «bisogna essere uomo di preghiera e questa non si deve mai lasciare; se si ha un minuto di tempo libero, subito pregare, cercare aiuto al Signore, alla Madonna all’Angelo custode a Santi». Probabilmente si tratta di un pensiero spirituale che il diciottenne novizio, fra’ Marrazzo, aveva ascoltato durante una conferenza e trascritto in data 13 aprile 1935. Evidentemente non è farina del suo sacco, infatti si esprime in forma impersonale. Ha trascritto una affermazione che certamente lo ha impressionato. A distanza di 34 anni, il 2 settembre 1969, scrivendo ad una figlia spirituale gli confida: «La mia giornata inizia con la preghiera, si chiude con la preghiera e si svolge nella preghiera e ne lavoro». Un testo formidabile per schiettezza e ricchezza di contenuto, uno spaccato di vita che vale più di mille parole.

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5 Maggio 2017 - Centenario della nascita

“Amare e farmi santo!

Non ho altra aspirazione”

Ricorre il 100° anniversario della nascita del servo di Dio p. Giuseppe Marrazzo.

Ha perseguito l’unico desiderio della sua vita: “Farmi santo!”.

“UN’UMILE VITA D’AMORE”

Ho in mano il quotidiano di Messina “Gazzetta del Sud” del 1° dicembre 1992, giorno successivo alla morte di padre Marrazzo. Tra le tante notizie di cronaca ne trovo una dal titolo insolito “Un’umile vita d’amore” firmata da Gino Bartolone. La riassumo per voi. «Padre Giuseppe Marrazzo era un sacerdote rogazionista. Nulla di più. Ma qui c’è proprio tutto. Sacerdote. Non ho mai incontrato un prete come lui.

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1917 - 5 maggio - 2017

Centenario della nascita del Servo di Dio P. Giuseppe Marrazzo rcj

 

“Sono nato il 5 maggio 1917, 8 giorni prima che la Madonna apparisse a Fatima”

 

Il 5 maggio sono in calendario alcune celebrazioni nei luoghi più significativi della vita del servo di Dio.

 

A Messina, nella Basilica/santuario di Sant’Antonio, dove don Peppino ha esercitato per 40 anni il ministero della confessione dove riposano le sue spoglie mortali,

 

  • alle ore 17,15 recita del S. Rosario Vocazionale
  • alle ore 18 Mons Antonio Stagliano, Vescovo di Noto, presiede la Concelebrazione Eucaristica e di seguito sarà inaugurata la mostra fotografica.

A San Vito dei Normanni – Carovigno, luoghi della nascita e fanciullezza di P. Marrazzo:

  • alle ore 19 Concelebrazione presieduta da don Fabio Ciollaro, vicario generale della diocesi di brindisi Ostuni nella chiesa di S. Domenico (dove fu battezzato il Servo di Dio);
  • alle ore 20, P. Angelo Sardone rcj presenta P. Giuseppe Marrazzo, prete a tempo pieno. 

 

 
Viaggio negli Scritti di Padre Giuseppe Marrazzo

Pagine di una vita

di Miryam Delle Rocce

Con trepidazione e rispetto in questi anni ho messo mani, occhi e cuore nei tuoi Scritti non destinati alla pubblicazione, ma affidati a taccuini, quaderni, agende, diari e fogli sparsi.

NEL SEGRETO DEL CUORE

Affioravano l’anima profonda, i desideri, i propositi, le mancanze, i progetti, le speranze di una vocazione che giorno su giorno si affinava nell’impietosa analisi della coscienza, nel riconoscimento dei propri limiti e nella dichiarata “incorrispondenza” di fronte al Signore.

Un esercizio di ascesi durato una vita prima di giungere a “riconciliarsi con sé” nella preghiera: «Signore Gesù, io mi accetto come un dono. Le tue mani mi hanno fatto e plasmato. Signore Gesù, tu mi hai fatto così. Mi va bene così.

Ti rendo grazie. Sono felice di quello che sono. Non sono una perfezione ...la perfezione nelle cose umane non esiste. Ma sono qualcosa voluta da te. Col tuo aiuto cercherò di fare trafficare questo tuo talento. Ma mi accetto gioiosamente così come sono». E io, che ti conoscevo solo di vista, ti dico grazie per avermi consentito di scendere nei sotterranei del tuo “io” e coglierne le vibrazioni più profonde e segrete ricostruendo in filigrana, pagina su pagina, un percorso di vita radicato nell’affidamento fiducioso a Maria,Vergine del sì, e nella misericordia infinita di Dio che tutti accoglie e perdona perché ama. Il tuo frequente invito: “Innamorati di Gesù” e “Fatti santo”. «Padre Marrazzo si è fatto santo da solo». Così commentava un tuo confratello, rammaricandosi di non aver riconosciuto, pur vivendoti accanto per anni, l’assiduità del tuo impegno che passava inosservato: «Non me ne sono accorto».

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