Una sorella di nome Teresa
Per entrare nel cuore di Padre Marrazzo, bisogna ricordare che ha avuto per sorella e maestra Teresina di Gesù Bambino
Il 22 luglio 1957, festa di Maria Maddalena, è stato un lunedì speciale per don Peppino, una giornata indimenticabile.
Ritornato a Padova, dopo un breve soggiorno a Desenzano del Garda (Bs), apprende la notizia del trasferimento a Messina e trova una lettera spedita da Lisieux, in cui la superiora del Carmelo l’assicurava che «Santa Teresa si farà sua sorella». Come un bambino il pensiero corre subito a Colei che ha tessuto la trama di questo incontro: «Mamma, grazie e perdonami, vedrò cosa f
Leggi tutto: Una sorella di nome Teresa
La gioia di perdonare i peccati
Per padre Giuseppe confessare significa
“fare il mestiere di Dio” e sperimentare qualcosa
della gioia del cielo, dove si fa festa per un solo peccatore pentito.
Non so se vi siete mai chiesti cosa passa nel cuore e nella mente del Sacerdote prima, durante e dopo la confessione. Ci si può veramente sbizzarrire nelle risposte, formulando mille ipotesi, e magari passando da un estremo all’altro. Qualcuno può pensare che il Sacerdote rimanga sorpreso, scandalizzato, ma forse anche edificato non solo per penitenti che non hanno commesso peccato (che non esistono) ma soprattutto perché sinceramente addolora
Leggi tutto: La gioia di perdonare i peccati
Come Gesù misericordioso
Padre Marrazzo nella sua vita ha un unico modello: Gesù misericordioso, inviato dal Padre non per condannare, ma per salvare il mondo. È consapevole di “essere Gesù” che accoglie l’adultera e Zaccheo, risana i lebbrosi, siede in compagnia dei pubblicani e dei peccatori. Si sente nei panni del Padre misericordioso che attende pazientemente il figliol prodigo; sa di essere il buon Pastore che cerca la pecorella smarrita; è consapevole di essere sacramento di Gesù medico, venuto non per i sani, ma per gli ammalati. Si definisce taxista di Dio. Sempre in attesa di “passeggeri” da portare all’unica meta: le braccia del P
Leggi tutto: “L’anticamera del Paradiso”
Sfogliando il Vangelo notiamo
un duplice legame tra Gesù e i poveri: fin dall’inizio della missione dichiara di essere inviato ad annunciare il lieto messaggio ai poveri, la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi, ecc. (Lc 4,18). Per altro verso s’identifica con il prigioniero, l’ammalato, ecc (Mt 25,31). Quindi Gesù soccorre l’umanità ed è soccorso dall’umanità.
SONO AMMALATO E CIECO!
In don Peppino troviamo l’identico movimento: si riconosce povero, ammalato, carcerato bisognoso del Medico celeste e con pari intensità, in forza dell’ordine sacerdotale, si sente inviato agli infermi, carcerati, affamati e assetati nei quali
Leggi tutto: “Andiamo a trovare Gesù ammalato e anziano”